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Sul topic: Calendario nuova stagione

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Pagina: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 | News 160 di 167

28/09/2007
15:48:12
TerenzioDeBenedictis
ST.ETIENNE: saluti a Giovanni & Alfredo.. Tullio & Z
di: TerenzioDeBenedictis
ST.ETIENNE LA VIGILIA. Siamo in dirittura d'arrivo.
La tensione sale e da buoni italiani si parla in sala stampa di maretta, della dietrologia immancabile sull'esclusione di Bortolami, dei casini veri o meno in ambito federale.
Discorsi lontani dalla gente, lontani dai ragazzi come Alfredo e Giovanni che in settimana lasciano la squadra per affrontare gli studi a Padova ed in Germania (Costanza ?). Ragazzi che hanno scelto di giocare a rugby a 20 anni con tutte le difficoltà del principiante. Abbiamo condiviso sei mesi di allenamenti, anche di luglio e agosto, proprio per la passione e per lo spirito di intraprendenza che ci accomuna. Loro sono un patrimonio vero di umanità, comunque e, appena tornano, saranno di nuovo utili alla causa. La loro disponibilità è stata estremamente sorprendente perché entrambi sapevano che non avrebbero avuto la soddisfazione di iniziare il campionato; nonostante tutto hanno continuato ad allenarsi, a tener saldo il gruppo anche quando è stata messa in discussione la consistenza dello stesso da ragionamenti vani e/o costruiti sull'ipocrisia. Un grazie di cuore e vi aspettiamo ogni qualvolta tornate.
L'occasione è propizia per inviare un sentito ringraziamento per la stima e l'affetto che mi dimostrano "Compare Tullio" e Zabba: splendidi ragazzi che avevano cominciato a giocare con me a Rieti nel 2005. Ho un bellissimo ricordo sul piano umano e sportivo di quella esperienza e dei giovani che volevano apprendere. Fu una scoperta per molti di loro avere degli interessi comuni, dalla musica ai viaggi etc., i francesi direbbero "A BIEN TOT".
 
27/09/2007
16:42:47
TerenzioDeBenedictis
BRIAN LIMA: 5 EDIZIONI DI MONDIALI.. A ST.ETIENNE PIOVE..
di: TerenzioDeBenedictis
Immagine illustrativaQuesta mattina ho avuto il piacere di parlare con Brian Lima, l'unico giocatore che può fregiarsi di aver disputato 5 Mondiali.
Peccato che ieri sera non abbia potuto giocare l'ultima partita delle Samoa contro gli Stati Uniti qui a St. Etienne in quanto squalificato per un turno. Le Samoa, in ribasso in questa edizione, erano date come possibili outsiders, tant'è vero che le ho seguite direttamente in tre partite su quattro. Molti credevano nella volta buona dei polinesiani, ma sin dalle prime battute sia gli Springbok sia i rivali Tongani hanno decretato un mesto rientro in patria (si fa per dire giocano tutti in Europa).
Proprio ieri sera senza il loro simbolo/eroe delle prime 2 edizioni, dove i Samoani avevano creato problemi a mezzo mondo (Australia campione del mondo nel 91 compresa), dopo un primo tempo accettabile, è mancato poco che perdessero contro le Eagles americane (più polinesiani che atleti stelle e strisce). Brian era di cattivo umore e non sapeva darsi pace, era talmente turbato che ha colloquiato parlando dei suoi tre bambini, presenti, a cui non dispensava coccole, abbracci, baci e carezze. Lui torna nel gruppo in attesa del rompete le righe. Un campione di fatto anche nel vederlo tenero e delicato nel salutare la propria famiglia che anticipava la partenza. Un esempio comunque, anche se squalificato per placcaggio irregolare; in realtà oggi stanno sanzionando quello che per 20 anni è stata la forza di Manu Samoa: la grande capacità di placcare al massimo dell'impatto fisico, anche se lui stavolta è andato un po' lungo.
A St. Etienne piove e, l'aria del grande match ancora non si respira, tranne sul fatto che gli alberghi sono strapieni e gli scozzesi in gonnella ancora non arrivano. Bortolami non gioca. Un infortunio strano. Si diceva che non fosse molto in forma e che le sue prestazioni erano state considerate estremamente negative. Il metro di giudizio usato, ritengo che fosse attendibile. Ci siamo ripromessi di dare giudizi ed opinioni dopo il 20 ottobre. Probabile qualche giorno prima.
 
25/09/2007
12:42:14
TerenzioDeBenedictis
JONNY WILKINSON.. L'AUSTRALIA E LA SCOZIA
di: TerenzioDeBenedictis
Immagine illustrativaSabato scorso l'Inghilterra ha ritrovato il suo n° 10 per eccellenza: Jonny Wilnkinson, l'icona mondiale del rugby degli anni 2000.
Da sempre i mediani di apertura sono l'emblema di una squadra che vince diventano quasi sempre modelli d'esempio, vengono imitati su ogni cosa, divenendo leggende alla Phil Bennet o Barry John (miti dei miei tempi), emulati come nel caso specifico dell'eroe della finale del 2003 nella postura del tentativo di porta, oggi legge internazionale per ogni calciatore che si appresta a tentare la via dei pali.
La squadra samoana, pur disputando la sua miglior prestazione di questo mondiale, ha dovuto arrendersi alla magistrale regia di Sir Jonny, che negli ultimi minuti con certosina conduzione ha costruito anche l'opportunità per il bonus dei 5 punti.
La squadra di Ashton incontrerà a questo punto L'Australia a Marsiglia il 7 ottobre. Avevamo già detto che la sorpresa può essere di nuovo la squadra Campione del Mondo in carica.
I Wallabyes? Sono andato a vederli domenica a Montpellier, gran bella festa a partire dal sabato sera in una città che scopro sempre più interessante. Gli avversari, le Isole Fiji hanno dato il loro meglio, ma questo non li ha messi al riparo da buscarne quasi 60 da un manipolo di ragazzini, guidati dal nuovo astro nascente Aussie, il n° 10 Berrick Barnes. L'Australia ha mostrato questa volta il vero dispositivo d'attacco, ancor meglio strutturato, compreso ed interiorizzato in rapporto a quello offensivo degli inglesi.
La differenza sta, rivedendo le gare di entrambi, nel fatto che gli australiani, dopo ogni lancio di gioco, hanno soluzioni legate nell'evoluzione anche nell'intelligenza delle scelte di gioco, continuità diretta e alternanza largo/penetrazione, mentre gli inglesi devono ricostruire quasi sempre ripartendo da un nuovo punto d'incontro quasi sempre in zona 3 e comunque distante dalla fonte, più difficile da sostenere. Nel movimento gli inglesi continuano a piacermi: sono diventati un buon riferimento per un rugby moderno. Innovazione e sperimentazione su movimenti senza pallone molto interessanti atti a produrre una calamita sulla difesa avversaria per colpirla successivamente negli spazi creati in conseguenza.
Parlare degli altri non ci allontana, tanto meno ci distoglie dal pensiero del 29 sett. a St.Etienne: la Scozia!!!! Forte e decisa, ha mostrato domenica contro gli All Blacks di non scherzare affatto pur giocando con la terza scelta. Il loro coach si è sbilanciato dicendo che avrebbero potuto battere i neozelandesi per chiudere direttamente ad Edimburgo la questione Mondiali.. non è andata così e lo sapeva benissimo.
Il messaggio che ho raccolto ha il sapore di una vera propria azione sperimentale del gioco proposto dal coach scozzese in funzione dell'obiettivo ITALIA. La loro determinazione e la capacità di avanzamento, la forte pressione che hanno saputo esercitare su Doug Howlett & C. mi crea ancor più turbamento in rapporto al clima di tensione che si respira in casa azzurra.
Domani vado a St.Etienne e vedrò di approfondire la reale situazione dei nostri ragazzi. Intanto questa mattina Parigi si mostrava in tutto il suo splendore, in una bellissima giornata di inizio autunno... giorno per giorno il fascino di questa capitale comincia a farsi percepire..
 
24/09/2007
12:13:15
TerenzioDeBenedictis
PIERRE VILLEPREUX.. BARBECUE & RUGBY SOCIAL LEVEL
di: TerenzioDeBenedictis
Venerdì sera a Parigi l'aria era molto tesa.
L'EQUIPE titolava "..NON PUÒ FINIRE COSI'.."; in molti tifavano Irlanda, proprio per sfatare la consuetudine che vuole la squadra di casa sempre favorita o privilegiata, mentre la gran parte degli addetti ai lavori cercavano di capire l'impossibile, ho parlato con Pierre Villepreux e nel suo stile mi ha detto che la partita sarebbe stata risolta solo da qualche invenzione geniale al piede. Le strutture di gioco ed i movimenti delle due squadre erano estremamente noti gli uni agli altri.
La partita è andata in quel verso e due spunti al piede di Michalak, seguiti da un perfetto tempismo di Clerc, hanno permesso alla Francia di sperare fino a domenica prossima con molte certezze in più.
A fine gara parlando con il mio amico Michel Bonfis, chairman responsabile della Francia Universitaria, ho compreso ancor di più il vero effetto paura che aleggiava a Marcoussis (l'imponente centro di preparazione della nazionale francese) e per l'intera Francia. Era notizia di ieri che il sabato i giocatori avevano pranzato insieme ai loro affetti e poi in libertà per due giorni. Un barbecue dal sapore antico per un momento delicato. Anche la "grandeur francaise" si ritrova come nel Rugby Social Level: ..a proposito della cena di squadra, lanciata come idea nel forum da "badchicos"..
 
24/09/2007
11:46:21
TerenzioDeBenedictis
PARIGI: E' AUTUNNO.. A MONTPELLIER ERA ANCORA PIENA ESTATE
di: TerenzioDeBenedictis
Sono di nuovo a Parigi, per mia fortuna ospite di una delle tante menti aquilane sparse per il mondo: Emiliano, ingegnere elettronico con grandi competenze anche nel campo dell'informatica. Centralissima zona vicino al Louvre. Parigi vive la caduta delle foglie, tutti i suoi boulevard cominciano ad esserne pieni.
Ieri ero a Montpellier per Australia vs Fiji, caldo estivo, cielo azzurro mediterraneo, nella grande piazza a fine serata iniziava la "FECHA" ovvero la "festa del rugby" del sud della Francia, quello di Beziers, Narbonne e dei gitani della Camargue (Nimes, Arles e Sete). La grande passione che fa del rugby una forza di quelle parti: Beziers undici volte campione di Francia.
Ho incontrato di nuovo molte facce del rugby internazionale di ieri da Heuber, mediano di mischia, che ricordo in una finale del 1987 del Torneo del Distretto Scolastico Under 15 a L'Aquila, a Eric Champ, terza linea del Tolone, a Benazzi che portava dietro di sé una troupe cinematografica per le sue riprese personali, a Didier Codourniu. Proprio quest'ultimo, grande centro internazionale del Tolosa e Narbonne, oggi delegato allo sport per il dipartimento Herault, mi ricorda una delle pagine più belle della mia carriera sportiva. La tourneè dell'Under 15 del Cus AQ nel settembre del 1986. Sfidammo lo Stade Toulosain U.15, campione di Francia, un invenzione arbitrale ci impedì di vincere sul campo principale del Sept Deniers (all'epoca, come oggi, un grande riconoscimento poter giocare su un campo da leggenda). Castellani, Caione, Scipioni F., Falcone & C. fecero passare un brutto pomeriggio proprio a Codourniu, Santamas (oggi allenatore della Romania) e J.M. Cadieu, i tre giocatori internazionali, pluricampioni di Francia, che allenavano la formazione Under 15 di Tolosa. La partita fini' 12 a 10 per loro con l'arbitro che fischio' la fine su un nostro maul avanzante a 1 metro dalla linea di meta con qualche secondo di anticipo.
Per quella prestazione Didier Codourniu mi omaggiò di una maglia del Tolosa, n.12 ancora gelosamente custodita.
 
23/09/2007
17:03:24
TerenzioDeBenedictis
LA FRANCIA.. IL SUD AFRICA.. GLI ARBITRI
di: TerenzioDeBenedictis
Immagine illustrativaLa serata di venerdì è stata per la Francia meno tranquilla del risultato finale.
Gli irlandesi hanno venduto cara la loro probabile eliminazione.
Nel gioco del rugby il combattimento e la capacità di affrontamento rimangono gli unici elementi oggettivi che permettono una valutazione reale. Ebbene la Francia ha vinto.. ma durante il match i verdi di O'Driscoll sono stati penalizzati oltremisura nei punti d'incontro. Sulla qualità dell'arbitro non saremmo mai entrati nel merito ma come nella partita di ieri, Tonga vs Sud Africa, che le squadre più titolate abbiano una misura di valutazione diversa appare ormai del tutto evidente.
A Parigi in tribuna e fuori lo stadio è stato un coro unanime di lamentele per alcuni provvedimenti che davano abbastanza tempo ai francesi per liberare il pallone a terra o per recuperarlo ed al contrario la misura disuguale per i rappresentanti del trifoglio. Chi ha avuto modo di rivedere la partita non percepisce sostanzialmente questo metodo ma sul terreno di gioco la differenza si sente e si vede.
Discorso a parte oggi a Montpellier dove l'Australia segna dopo aver commesso un in avanti volontario: non hanno visto in molti.. il risultato era già abbondantemente largo per i Wallabyes.

Sta per iniziare Scozia/Nuova Zelanda.. a domani per un commento più concreto per la definizione delle partite dei quarti...
 
20/09/2007
02:26:40
TerenzioDeBenedictis
ANDREA MASI .. FINALMENTE
di: TerenzioDeBenedictis
Immagine illustrativaL'ItalRugby continua a giocare male.
La carambola di chiacchiere dei giorni scorsi, trova realtà nelle affermazioni di Andrea Masi a fine partita per SKY. Il nostro ragazzo chiede sostegno e supporto ai tifosi!!! Parla anche di migliorare l'organizzazione (dopo tre match !!!). Ha capito bene il problema. Si tratta del famoso malessere dello spogliatoio, dove qualche "primadonna" continua a creare disarmonia nel gruppo o nel rapporto con lo staff.
Una cosa è certa alcuni uomini sono fuori condizione fisica e mentale, l'atteggiamento è ancora da mestieranti, tutti confidano in 10 giorni per ritrovare le condizioni d'ordine tecnico, tattico e mentale per vincere contro la Scozia.
Berbizier ed altrettanto Cariat, nella loro proposta di gioco oggi hanno tenuto lontano la possibilità di ritrovare sulle linee di corsa un sostegno facilitato. Fin troppo profondi senza alcuna fissazione, largo per largo, numero eccessivo di giocatori sulla conservazione senza un centimetro di avanzamento. Su ogni contatto ci starebbe bene il ritornello "pur conservanti ma non avanzanti": presa d'informazione e scelte di gioco ai più sconosciute, solo un canovaccio imbandito per portare il pallone a largo senza mai attaccare però un intervallo o creare un soprannumero.
Stavolta era proprio mal disegnato tanto da tagliar fuori dal gioco Bergamasco, Parisse, Masi e a turno una delle due ali.
Bortolussi in attacco, come in difesa, sempre più lento ed impacciato, Wosawai paga lo scotto del noviziato (ammesso e non concesso che abbia qualità per stare in High Level). Le seconde linee e la grande coppia di piloni, in gioco aperto, questa sera hanno sofferto le pene dell'inferno, non consentendo mai una riconquista sul punto d'incontro, tanto meno una velocità di liberazione sui nostri impatti, tale da garantire la circolazione della palla che potesse mettere in difficoltà il ripiazzamento della linea difensiva portoghese.
Immagine illustrativaIn questo grigiore FINALMENTE .. Andrea Masi dopo tanta sfortuna (si è infortunato quasi sempre o prima o durante l'attività della nazionale negli uiltimi 4 anni) è riuscito - con la sua prestazione, coronata anche da due splendide mete con ottime riprese tv e tanto di replay d'arte cinematografica - a ridare un po' di euforia allo spento gruppo italiano.
Il rientro di Totò Perugini che ha recuperato un trauma contusivo in 10 giorni, mi fa ritenere che scenda titolare contro la Scozia insieme a Carlo Festuccia.
La presenza dei tre aquilani (Totò in parte si ritiene tale) sarà un motivo in più per sperare ancora oltre che continuare a sognare il passaggio ai quarti di finale. Grazie Andrea!
 
19/09/2007
04:15:57
TerenzioDeBenedictis
LA VITTORIA DELLE ISOLE TONGA CONTRO I SAMOANI
di: TerenzioDeBenedictis
Immagine illustrativaMontpellier ha vissuto una domenica trionfale di canti, di danze, di colori particolari resi sempre più vivi dalla presenza dei polinesiani.
Incredibile contro ogni pronostico le isole di tonga hanno battuto le samoa, in una partita non bella ma dai contenuti elevati, sul piano del combattimento, del carattere e dell'aggressività.
La vittoria assume ancora più importanza, se si considera che negli ultimi 7 incontri, in 6 anni, le Samoa avevano sempre vinto e nell'ultimo, del 23 giugno scorso, avevano rifilato ben 5o punti ai guerrieri tongani.
Cosa dire? Partiamo da considerazioni tecniche. Alcune vecchie conoscenze del rugby italiano, come Pieter Fatialofia e Matt Vae'a, non sono esenti da responsabilità: erano a bordo campo come "assistant coach" quando, intorno al 70 minuto, l'arbitro espelleva 2 giocatori di Tonga in vantaggio per 19 a 15. In tribuna stampa si è commentato il fatto come immediato sorpasso delle Samoa: nulla di tutto questo! In tredici gli uomini di Maka hanno resistito oltre misura, complice una pessima disposizione in campo degli avversari incapaci di creare gioco per sfruttare il soprannumero mentre gli assistant coach continuavano a dare info rivelatisi errate sulla strategia di gioco.
Ricordo con piacere quando nei nostri corsi di formazione tecnica si evidenziavano queste storture . I giocatori che hanno informazioni corrette in questo senso, riescono, se non altro, a creare l'opportunità per segnare.. poi ahimè.. può cadere anche la palla prima di poggiarla.. ma che 15 contro 13 in 10 minuti le samoa non siano mai arrivate a superare i 22 avversari credo che qualche domanda Mic. Jones, head coach ed All Blacks vincitore della Coppa del Mondo del 87, debba farsela. Una sarei curioso di porgliela personalmente. Quale? Iscrivetevi al nostro Tazebao, scivetela voi per me. La mia è depositata al web master, se la indovinate, vincete una maglia da rugby collezione cotone 100% a scelta tra: All Blacks, Sud Africa, Irlanda e Australia (repliche s'intende). Diamo uno spunto: "Cosa bisogna fare per..."
 
16/09/2007
14:37:58
TerenzioDeBenedictis
MONTPELLIER: bella città, con la metropolitana di superficie
di: TerenzioDeBenedictis
Montpellier: una gran bella città, ricca di tutto, buon clima - fa ancora caldo e la zona del Languedoc è ancora affollata di turisti.
La città è un punto di riferimento per molte nazionali, come la Namibia, l'Australia e Samoa.

Immagine illustrativaMolti inglesi e sudafricani hanno scelto questo posto per la vicinanza al mare e per la facilità di comunicazioni.
Il treno TGV arriva in centro e la gran parte degli Hotel fa da cornice ad una splendida piazza servita dalla metropolitana di superficie. Sì, il "trenino" che dovrebbe servire anche L'Aquila.. solo che da queste parti hanno realizzato l'opera in un'apposita sede e non vi è quindi traffico promiscuo con le autovetture. I pochi incroci poi, sono ben regolati da precedenze e semafori (guarda il video). In questo senso sarebbe stata utile pure a noi..

Siamo al sud della Francia ed il calore del rugby si sente.. tanti tifosi e appassionati di Rugby, intere squadre e club da tutta la zona per una sfida che promette scintille: TONGA vs SAMOA; Soprattutto con le loro affascinanti danze di guerra pre-partita.

A domani per un breve rientro in ITALIA.
 
15/09/2007
15:55:28
TerenzioDeBenedictis
INGHILTERRA/SUD AFRICA E NUOVA ZELANDA/PORTOGALLO
di: TerenzioDeBenedictis
Ho assistito a due grandi feste di sport: diverse per forma e contenuti ma sicuramente giornate che passano alla storia.

Immagine illustrativaIeri sera il Sud Africa, di Du Preez e Habana, ha sconvolto l'Inghilterra che non ha giocato male, anzi a tratti ha dominato l'incontro ma per la storia è rimasta a zero. Tre palloni perduti con una riorganizzazione deficitaria da parte degli inglesi ha permesso ai velocisti sudafricani, reattivi ed impressionanti sulla capacità di riutilizzo in contrattacco, di segnare tre mete di pregevole fattura. I sudafricani hanno usato il piede per tutto l'incontro e la mossa di White (coach springbok) si è rivelata azzeccata, in quanto sia in mischia ordinata che nelle ruck o nelle maul avanzanti, gli inglesi dominavano.
La touche sudafricana è comunque la più forte del torneo. La strategia sudafricana ha innervosito molto il gioco inglese (per me il più evoluto ed intelligente) ma gli uomini che ha disposizione B. Ashton non sono ancora all'altezza per far tornare grandi gli ex Campioni del mondo che a mio avviso saranno una bella rogna nei quarti di finale (penso l'Australia) a Marsiglia il 6 ottobre. Mi sbilancio se dico che l'Inghilterra arriva in semi finale?

Immagine illustrativaAltra festa oggi a Lione; almeno 20000 lusitani hanno invaso lo Stade Gerland nei classici colori verde/amaranto e la meta concessa al Portogallo (credo la prima alla Nuova Zelanda), anche se dubbia, ha trasformato lo stadio.. ho visto la visto gente piangere per la commozione e a fine partita nonostante i 109 punti, segnati o subiti, ci sono stati 10 minuti di applausi. Questo è il Mondiale. Una grande festa di sportività dove gli All Blacks stanno primeggiando per la loro capacità di essere i più forti anche come ambasciatori di questo sport. Stanno vincendo il Mondiale della sportività, degli applausi, del bon ton, delle relazioni, del savoir faire, del gusto, della parsimonia e dello spirito del rugby.
Sono disponibili con tutti, aperti e finalmente il loro staff ha compreso che la loro forza è quella di essere un simbolo per tutti e non, come negli anni passati, spocchiosi e arroganti. Le cause delle loro sconfitte, nelle edizioni precedenti, vanno ricercate sopratutto nella chiusura a livello psicologico che vivevano nel loro mondo.
Oggi tutto è cambiato.. il loro staff - Graham Henry, Steve Hansen e Wayne Smith - è stato in Europa diversi anni a studiare queste cose...

La giornata non è finita fra 2 ore vado Montpellier per vedere domani la guerra del Pacifico Tonga /Samoa.. per fortuna i treni in Francia sono più veloci degli aerei.
 

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